Alpinismo


...tra gli uomini e queste montagne a volte sorgono amori un po’ disperati ed esclusivi, fedeli e tenaci. Ed è per questo che, per capire l’alpinismo cuneese, è necessario amare o per lo meno capire il terreno di gioco di questi uomini: le Alpi Marittime.
Gian Piero Motti, Storia dell'alpinismo


Gelàs

A differenza dell'Argentera, che si discosta dallo spartiacque principale della catena alpina, il Monte Gelas (3143 m) è posto proprio sul confine fra Italia e Francia e costituisce la principale elevazione delle Marittime francesi.

Per la sua posizione è una delle mete più interessanti della zona grazie all'eccezionale panorama a 360 gradi di cui si può godere dalla vetta. Lo sguardo spazia dal mare della Costa Azzurra ai vicini massicci dell'Argentera e del Matto, fino a spingersi verso il Monviso e le principali montagne delle Alpi Cozie, Graie e Pennine.

La coltre nevosa dei versanti settentrionali è piuttosto consistente e spesso permane per tutta la durata dell'anno: a questo fatto è probabilmente da ricondurre l'etimologia del toponimo e l'appellativo, un po' pretenzioso, di "Monte Bianco delle Marittime".


Maledia

Il toponimo "Maledìa" fa venire in mente un luogo maledetto: si dice che un tempo queste terre alte fossero un luogo fertile, dove tre sorelle coltivavavano e allevavano le loro bestie. Ma un brutto giorno, un signorotto locale si invaghì della più bella delle sorelle e iniziò a corteggiarla. Respinto, cacciò per ripicca le tre ragazze dalla loro casa. Allontanandosi, le sorelle pronunciarono una maledizione all'indirizzo del malvagio signorotto e i verdi pascoli si trasformarono in sterili rocce coperte dalla neve per buona parte dell'anno.

In effetti, l'anfiteatro che si apre ai piedi della parete nord est della Maledìa, uno scudo di roccia alto oltre trecento metri a picco sul sottostante ghiacciaio del Pagarì, è un fantastico e selvaggio luogo di alta montagna, un insieme di pietra e ghiaccio.

Immerso in questo scenario sorge il rifugio Federici-Marchesini al Pagarì, dal quale si apre un ampio panorama su tutto l'arco alpino occidentale fino al Monte Rosa. Nei dintorni, numerosissimi sono i camosci e gli stambecchi.


Principali cime raggiungibili

 

  • Monte Gelas
  • Cima Chafrion
  • Cima della Maledia
  • Monte Clapier
  • Punta Savina
  • Monte Carbonè
  • Cima di Peirabroc
  • Caire Muraion
  • Guglia Manzone
  • Cima Viglino
  • Cima Est di Finestra
  • Roc di Fenestrelle
  • Punta Roccati
  • Cima di Saint Robert
  • Punta della Siula
  • Monte Barra

 

Vie di cresta

 

  • Monte Gelas, cresta NE
  • Traversata degli Italiani: Caire del Muraion, Cima Borello, Cima Chafrion, Monte Gelàs
  • Cima di Saint Robert, cresta SO
  • Caire del Muraion, cresta N e cresta E
  • Serra di Pagarì e Cima della Maledia per la Cresta SE
  • Guglia Manzone per lo Spigolo N e traversata della Cresta Manzone e spalla della Cima di Peirabroc (cresta N ed E)
  • Cima Cossato, cresta N e cresta E
  • Contrafforte della Siula
  • Contrafforte della Cima del Tor
  • Costiera del Monte Carbonè

Monografia GELAS - MALEDIA - CLAPIER di Franco Morra

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Monografia GELAS - MALEDIA - CLAPIER di Franco Morra (Rivista di Vita Alpina "Giovane Montagna" 1972
SKM_C45817071309410.pdf
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Sitografia


Bibliografia